Deve averci rimuginato su per giorni Liz Jones, la fashion editor del tabloid inglese Daily Mail, per osservare che: "Il nudo viene usato per vendere qualsiasi oggetto e non solo sulle riviste patinate... La tendenza dilaga anche sulle passerelle, dove Vivienne Westwood ha mandato in scena una modella in topless."
Wow, che acuta osservazione! E io che pensavo di scrivere banalità (ma lo faccio a tempo perso su questo blog, e non stipendiata da un tabloid britannico). E che scandalo il topless della Westwood! (proprio un sacco scandaloso, signora mia,
vedere per credere)
Davvero la mitica Vivienne, una entrata nella storia della moda per ben altro, ha bisogno di certi mezzucci per far parlare di sè? O forse certi giornalisti di moda sono così fessi che ci cascano sempre?!?
Il lato glamorous di Repubblica (Seidimoda) attiva una
gallery per mostrarci un po’ di esempi.
Alla prima lezione di tecniche pubblicitarie ti spiegano che un pubblicitario a corto di idee si rifugia immancabilmente in tre possibili standard di sicuro successo: testimonial famoso, personaggio-mascotte (dal mitico ippopotamo Lines Svento alla lucertolina dei Sofficini, per intenderci) o nudo.
Hai visto mai!
E quindi, signora mia, cosa vuole che sia mai se
...il nudo viene usato per vendere qualsiasi oggetto e non solo sulle riviste patinate..., che noia! Siamo nel 2008, ormai questa storia l’abbiamo sentita a scadenze regolari ogni 2x3.
La tristezza sovviene quando oltre il nudo le idee sono proprio a livello zero. Se per pubblicizzare una borsa in pelle di pregio basta fare una doppia pagina con foto di borsa da una parte e nudo ‘artistico’ dall’altro senza minimamente sforzarsi di mettere in correlazione le due cose... allora ridatemi la tipa col boschetto rasato a “G” di Gucci!